Osteoporosi: malattia o operazione di marketing?

29 ottobre 2010 | commenti: 0

lofaccioincasa.it - osteoporosi

Analizziamo una malattia dei nostri tempi per capire quanto sia realmente pericolosa, ma soprattutto, se sia realmente una malattia o una trovata di marketing per valutare se ci dobbiamo preoccupare o meno.
La situazione è piuttosto complessa e la analizzeremo partendo un interessante articolo apparso su disinformazione.it.

I fatti

Circa vent’anni fa, iniziò una massiccia campagna di informazione sull’osteoporosi che spaventò a morte (è roprio il caso di dirlo) le donne occidentali. La campagna si basava sulla generalizzazione della naturale carenza di rigenerazione ossea nelle donne sopra ai 70 anni. Cioè, l’osteoporosi esiste ed è reale, tuttavia non è un vero pericolo che per il 7% delle donne. Perché questo? Si spiega facilmente. Cito da disinformazione.it:

Ora vediamo come effettivamente sono composte le ossa. L’osso è un tessuto vivo che subisce continue trasformazioni, è nutrito e depurato dai vasi sanguigni tramite uno scambio costante con l’intero organismo. Le cellule che compongono l’osso sono di due tipi differenti: osteoclasti e osteoblasti. Gli osteoclasti dissolvono l’osso vecchio e si lasciano dietro dei minuscoli spazi vuoti, questi spazi vengono riempiti con osso nuovo da i osteoblasti. Questa capacità di autoriparazione è estremamente importante. Quando si sfalda una quantità maggiore di osso vecchio rispetto a quello che si ricrea, si ha una perdita di massa ossea. Il ricambio non si ferma mai completamente. Infatti, dopo i 50 anni cresce il tasso, sebbene sia abbastanza coordinato. Le cellule che ricostruiscono, diventano sempre meno capaci di riempire completamente gli spazi vuoti.

Questo significa che l’osteoporosi di per sé non è causa di fratture ossee ma è una condizione che ne aumenta il rischio. Non è detto che chi ce l’ha sicuramente si fratturerà, utilizzando le dovute accortezze poi, il rischio è proprio minimo, stando ai vari studi presentati nell’articolo di cui sopra. Comunque vogliamo metterla, questo è uno dei tanti problemi o disagi che è stato utilizzato dal marketing farmaceutico, e non solo, per aumentare le vendite.

Come è stata sfruttata l’osteoporosi

Quando si decise di combattere questa malattia ingigandendone la pericolosità, furono messi in commercio vari farmaci a base di estrogeni sintetici, più tardi si dimostrò come questi fossero cancerogeni. Ci fu un netto calo delle vendite. Allora l’industria farmaceutica arricchì i medicinali a base di estrogeni con il progesterone sintetico che avrebbe dovuto proteggere l’utero e iniziò una nuova campagna mediatica a tappeto.
Un’altro consiglio fu quello di assumere più calcio tramite il consumo di prodotti caseari. L’incremento delle vendite fu enorme ma il problema dell’osteoporosi divenne più grave, perché? Perché la carenza di calcio nelle ossa è dovuto a varie cause, tra cui proprio l’assunzione di prodotti caseari e l’eccesso di proteine animali!
Non vi sembra che queste cause coincidano troppo con le raccomandazioni dei nutrizionisti?

Vere cause della carenza di calcio nelle ossa

Sembrerà incredibile, ma il problema del poco calcio nelle ossa deriva proprio dal nostro stile di vita, quello occidentale, ecco, secondo disinformazione.it quali sono le principali cause di questa problematica:

  • Squilibrio acidi/alcali
  • Alcool
  • Anoressia
  • Antibiotici
  • Caffeina
  • Diuretici
  • Eccesso di proteine animali e prodotti caseari
  • Elevato consumo di grassi saturi
  • Elevata assunzione di sale
  • Isterectomia
  • Vita al chiuso, carenza di vitamina D
  • Pillola contraccettiva e Depo Provera
  • Chemioterapia e farmaci quali Valium e Librium
  • Scarsa digestione
  • Stile di vita sedentario
  • Stress
  • Consumo di zucchero
  • Tabacco
  • Metalli tossici come piombo, alluminio, mercurio, cadmio

Che ne dite? Carne e formaggi in eccesso, antibiotici, sale, pillola contraccettiva, Valium, sterss, zucchero e tabacco, giusto per citarne alcuni.
Da notare che quando un bimbo ha la febbre per più di un giorno, subito il pediatra prescrive un antibiotico!

Allora, cosa facciamo?

È presto detto. Iniziamo con uno stile di vita più umano, torniamo un po’ indietro e iniziamo a rivalutare le nostre vite e agiamo come l’istinto ci comanda. Meno carne e latticini, sicuramente, e poi più movimento all’aria aperta, lunghe camminate in salita a piedi o in bici (anche pedalare in bici a marce basse). Evitare integratori di calcio (rischio di calcoli) e invece assumere progesterone naturale, idrossiapatite, citrato di calcio, o preparati cinesi a base di erbe.
Mettiamoci sotto al sole e assumiamo vitaminda D (leggete su Wikipedia a riguardo).

In particolare, la paura del sole è decisamente infondata, ma ne parleremo in un altra occasione.
Speriamo che questo articolo aiuti e stimoli molti di voi.

Letto 250 volte, di cui 1 oggi

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>