Inchieste

Le uova con il “3″: un problema che si può risolvere, ecco come

29 novembre 2010 |


uova un probelma che si può risolvere | lofaccioincasa.it

Avete mai fatto caso ai numeri che stanno scritti sulle uova che acquistate? O meglio, al primo numero che sta su ogni uovo? No? Male, molto male… ecco perché.
Quel numero indica la tipologia di allevamento in cui ha vissuto la gallina che ha deposto l’uovo che hai in mano. È molto importante conoscere il significato di quel numero, perché rivela la qualità dell’uovo e vi mette in guardia sulle condizioni dell’animale che lo ha prodotto, andiamo a vedere allora il significato dei vari codici.

I numeri possibili sono quattro e vanno da 0 a 3, ecco che significano:

0 = galline allevate in modalità biologica
1 = galline allevate all’aperto
2 = galline allevate a terra
3 = galline allevate in gabbia

Adesso approfondiamo.

Il numero 0.
Le galline allevate in regime biologico, hanno quotidiano accesso ad uno spazio esterno di almeno 2,5 metri quadrati per gallina, e possono trovare nidi, trespoli e lettiere, quindi un ambiente simile a quello delle vecchie fattorie.
Inoltre mangiano biologico e, quando sono al coperto, il rapporto è di un massimo di dodici galline per metro quadro. Niente male quindi per loro. Infatti, da alcuni studi* è emerso che le uova da allevamento biologico o comunque all’aperto (numero 1 scritto sull’uovo), sono più ricche di:

  • omega 3
  • vitamine A, E, D, B12
  • beta carotene
  • acido folico

inoltre hanno meno colesterolo di quelle con il numero 3 stampigliato sopra.
Decisamente un buon alimento!
(*) British Journal of Nutrition, Pennsylvania State University, Mother Earth News

Il numero 1.
Questo regime è molto simile a quello precedente, ma non è biologico in quanto non è detto che le galline siano nutrite con prodotti certificati. Attenzione: il fatto che non mangino prodotti certificati, non significa per forza che mangino scarti di bassa o cattiva qualità. Cioè, nel caso che l’uovo abbia il numero 1 scritto sopra, potrebbe darsi che la sua origine sia una fattoria in cui le galline vengono lasciate libere di scorrazzare nell’aia e mangiare quello che trovano in giro, quindi, tendenzialmente: frutta, verdura e altri alimenti, magari genuini. Comunque, vivendo all’aperto sotto al sole, sicuramente sono più sane di quelle che stiamo per descrivere.

Il numero 2.
In questo caso, la condizione delle galline è decisamente più critica, in quanto esse vivono sì a terra, ma in capannoni da cui non possono uscire per stare all’esterno. Quindi vivono sempre nello stesso ambiente, che, anche se fosse pulito, rappresenta comunque una reclusione che non fa bene né alle galline, né alle uova che deporranno, né a noi che le mangeremo.

Il numero 3.
Questo è, purtroppo, il caso più diffuso e più dannoso per tutti (80% delle galline ovaiole in Italia), tranne che per i portafogli di chi vende le uova di queste galline. Si tratta di un tipo di allevamento intensivo, in batterie che arrivano anche a sei piani composti da gabbie strettissime nelle quali devono convivere quattro o cinque animali insieme con il risultato di uno spazio pro capite di meno di un foglio A4!
Ma non finisce qui. Le galline vengono sottoposte ad una luce artificiale e ventilazione forzata per ottenere la deposizione di circa 300 uova all’anno per gallina. Le condizioni sono da lager, infatti le galline non possono aprire le ali, razzolare nell’aia, fare bagni di terra per liberarsi dai parassiti, appollaiarsi e deporre le uova in un nido. In poche parole non possono esprimere un comportamento naturale.
Questa condizione comporta per i poveri animali problemi quali: osteoporosi e frattura delle ossa, arti deformati, unghie che crescono fino a girarsi intorno alle gabbie, pazzia, aggressività e persino cannibalismo! Ma per quest’ultimo problema è stato trovato un rimedio: il taglio del becco! Inoltre le loro uova non sono certo nutrienti come quelle descritte per il caso del numero 0, quindi i risultati di questo regime, ahimé, colpiscono anche noi.
A me ricorda qualcosa… ma lasciamo stare.

Concludendo

Certamente ci troviamo di fronte ad un problema non certo di secondo piano, ma si può risolvere acquistando uova di tipo 0 o 1 al supermercato oppure rivolgendosi ad un’azienda agricola di cui avete fiducia. Non vi fate abbindolare da scritte tipo “Uova freschissime” o “Uova di fattoria” unite a foto in cui si vedono galline sane in prati verdi, controllate sempre e solo il numero che riportano scritto sopra. Se non si legge bene: dubitate!
Adesso lo sapete: le uova tipo 2 o 3 sono a grande rischio di salute, sia per le povere galline che sono costrette a deporle, sia per noi che le consumiamo.
Uomo avvertito…

La fonte di questo articolo è: lav.it
Altro link interessante: cambiamenu.it

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