Introduzione alla sana alimentazione

13 dicembre 2010 | commenti: 0

introduzione alle guide di lofaccioincasa.it per vivere meglio | lofaccioincasa.it

Qualche mese fa vi avevamo promesso delle novità: bene è arrivato il momento di mantenere questa promessa e lo facciamo inaugurando una nuova sezione di Lo faccio in Casa: le guide per vivere meglio!
Questo articolo in particolare ce lo scrive la signora Teresa Votta, grande esperta nel campo del benessere e insegnante di scienze dell’alimentazione. Si tratta di un vero e proprio manifesto che introduce agli argomenti che tratteremo in seguito.
Quindi un grazie enorme a Teresa e buona lettura!

Autori su lofaccioincasa.it Teresa VottaAlimentarsi è una necessità per tutti gli esseri viventi, alimentarsi bene è frutto di cultura e di conoscenza. Gli animali per istinto, scelgono il cibo utile, mentre gli uomini sono onnivori e spesso mangiano solo per assecondare il palato e per calmare gli stimoli della fame. Con gli studi, le osservazioni, le ricerche, gli esperimenti si è capito che non basta riempire lo stomaco e che se il cibo diventa parte di noi, noi siamo quello che mangiamo.

È nata così la scienza dell’alimentazione che ha un po’ rivoluzionato il concetto di nutrimento. Si è passati da un’alimentazione abbondante, ipercalorica e ricca di grassi (più mangi meglio stai) al concetto di cibo inteso quasi come farmaco.
Le generazioni passate mangiavano ciò che c’era, noi invece, abbiamo a disposizione una grande varietà di cibi, perciò dobbiamo imparare a scegliere e a calcolare.

La salute è un’interazione fra genetica, alimentazione ed ambiente in cui ciascuno di noi può inserirsi, come? Imparando, prima di tutto a scegliere la materia prima sana, non avvelenata da insetticidi, anticrittogamici o conservata a lungo nei frigoriferi e poi imparando a cucinarla. Spesso alimenti sani sono resi tossici dalla nostra disinformazione culinaria. Le generazioni passate potevano permettersi di mangiare carne di maiale grassa (più era grassa, più era ricercata) perché svolgevano lavori pesanti con grande dispendio di calorie (zappavano la terra, lavavano i panni a mano, ecc…), noi invece grazie alla tecnologia siamo stati liberati da questi sforzi (abbiamo perfino inventato il telecomando per non alzarci dalla poltrona a spegnere il TV!).

Mangiando troppo il nostro organismo deve faticare di più per digerire e poi depositare gli eccessi; quando poi vogliamo dimagrire deve impegnarsi ancora per distruggere il superfluo. Allora come si è evoluto il nostro modo di vivere, così deve cambiare anche la nostra alimentazione. Ben vengano allora le gustose pietanze della nonna, ma rivedute e corrette nella qualità e nella quantità, non per offendere la tradizione che è un’eredità preziosa, ma per adeguare il cibo alle nostre esigenze.

E se può essere noioso calcolare la proporzione tra carboidrati, i grassi, le proteine, le vitamine e i sali minerali, questo ben presto s’impara ad occhio, senza fatica. Se le generazioni passate non friggevano gli alimenti perché mancava l’olio o era troppo costoso, noi non dobbiamo abusare di cibi fritti, perché sappiamo che affaticano il fegato che a lungo andare, si ammala.

Via allora il cibo spazzatura e largo ad alimenti semplici, cucinati a vapore o al forno, crudi e non troppo conditi.
Riusciremo noi di questa generazione, abituati a mangiare hamburger, patatine e popcorn ad applicare queste regole? Proviamo! Sarà un vantaggio per la nostra salute e per la nostra vita.

Teresa Votta

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