Fuori la chimica dal piatto!

28 dicembre 2010 | commenti: 0



fuori la chimica dal piatto | lofaccioincasa.it

Abbiamo visto come rendere il nostro carrello della spesa u po’ più salutare, cosa scegliere e quali reparti del supermercato visitare con meno frequenza. Adesso tocca a noi, con la fantasia, le ricette della nostra tradizione e qualche attenzione, rendere appetitose queste materie prime! Evitiamo però alcuni errori che rischiano di rendere i nostri piatti un concentrato di sostanze chimiche dannose o addirittura una fonte di infezioni tossico-alimentari. Ne elencherò alcuni:

Preparare il soffritto di sedano, carota e cipolla

I fritti includono una grande quantità di grassi che per loro natura se introdotti in eccesso apportano al nostro organismo sostanze che difficilmente vengono sintetizzate. Per tale ragione obesità e malattie cardiovascolari possono essere connesse ad un loro consumo smisurato. L’olio fritto produce acreolina, una sostanza molto tossica per il fegato!
Dovendo preparare il soffritto, possiamo aggiungere agli ingredienti un po’ di acqua e coprire il tegame con un coperchio. Grazie al vapore acqueo l’olio non raggiungerà alte temperature e non friggerà il nostro battuto che sarà solamente cotto con un vago sentore di frittura!
Se poi dovete prepararlo per il ragù di carne, mettete tutto a freddo insieme al pomodoro e al macinato: il risultato è garantito.

Considerare insostituibile la frittura

Il cibo fritto ha sicuramente un gusto indiscusso, ma sono ugualmente apprezzabili e decisamente più salutari le verdure e le carni bollite, cotte al vapore o al forno, insaporite con olio extravergine di oliva e spezie, con olive tritate o aceto balsamico!
Ad esempio le verdure come melanzane, spinaci, patate e cavolfiori, si possono cuocere in acqua bollente per qualche minuto e dopo si possono mettere nella padella antiaderente con olio extravergine di oliva a fuoco lento. Anche in questo caso l’acqua che impregna gli alimenti non permetterà all’olio di raggiungere le alte temperature!

Se proprio non possiamo fare a meno di friggere, è importante almeno che si rispettino tre regole:

  • La qualità dell’olio: evitare l’uso di margarina, burro, olio di semi, ecc… e prediligere l’olio extra vergine di oliva che si dimostra il più flessibile e adatto in cucina perché raggiunge “il punto di fumo” più tardi, perché contiene acido linoleico, perché è il grasso più facilmente digeribile e per altri motivi di cui parleremo in un secondo momento.
  • Le quantità: sembra banale ma se grosse porzioni di cibo cotto ci predispongono all’obesità, figuriamoci se è fritto!
  • La frequenza:semel in anno” dicevano i romani (una volta l’anno non produce danni). È questa una metodologia di cottura che non è salutare se non al palato e allo spirito. Saranno il buon senso di chi cucina e l’amore per la salute, a suggerire i tempi di intervallo tra una frittura e un’altra.

Importante: non cedete alla tentazione di conservare l’olio di frittura appena utilizzato, per la volta successiva. Infatti l’acreolina decuplica il suo potere tossico se riscaldata nuovamente!

Senza sale il cibo non sa di nulla

Troppo sale nella dieta può portare, in soggetti predisposti, all’insorgenza di ipertensione. L’aumento della pressione sanguigna è al momento uno dei più alti fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Affinché il consumo di sodio, si mantenga ai livelli di assunzione raccomandati, un adulto non dovrebbe consumarne più di un cucchiaino al giorno ed un bambino, non più di mezzo cucchiaino.
Non dimentichiamo però che, la maggior parte degli alimenti conservati contengono considerevoli quantità di sodio il che, rende difficile monitorarne il consumo.
Viene aggiunto come conservante ma anche come insaporitore (E600 – E699). Tra questi è reperibile nel glutammato monosodico, nel nitrito di sodio, nella saccarina sodica, nel bicarbonato di sodio. Condimenti, dadi da brodo, salumi, carni conservate, sughi pronti, primi e secondi piatti pronti, zuppe surgelate o in scatola, ne hanno generalmente un elevato contenuto.
Quello che possiamo fare noi è evitare il consumo di cibi pronti e ridurre al massimo l’aggiunta di sale nelle pietanze.


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