Tasche vuote, pancia gonfia e cassonetto pieno, ecco il dopo le feste

11 gennaio 2011 | commenti: 0

Tasche vuote, pancia gonfia, cassonetti pieni, ecco il dopo le feste | lofaccioincasa.it


Le feste son finite ed è ora di bilanci e riflessioni. Le luci sono spente, le tavole sparecchiate, il portafoglio alleggerito, la bilancia segna qualche chilo in più e i cassonetti della spazzatura sono pieni di alimenti gettati via. Ed è proprio su questo ultimo aspetto che volevo soffermarmi oggi: lo spreco di cibo.

È un processo a cui assisto con profondo dolore e che sembra inarrestabile. La responsabilità è completamente nostra, soprattutto di chi fa la spesa e porta a casa molti più prodotti del necessario. Ci disfiamo di intere porzioni di cibo perché avariato, scaduto o non gradito: una follia!
Penso che l’abbondanza eccessiva non sia sinonimo di vita migliore. Non è più festa se le tavole sono stracolme di pietanze spesso incompatibili tra loro.

Il danno che ne consegue ci colpisce doppiamente perché per produrre di più si sfrutta la terra con le coltivazioni intensive e con l’uso indiscriminato di pesticidi. Poi, per smaltire il nostro superfluo si deve ricorrere ad inceneritori o sistemi di riciclaggio che inquinano e bruciano energia preziosa.
Sento dire ”Bisogna consumare di più per produrre di più e muovere l’economia”. Come se il benessere di un Paese si possa calcolare solo sul PIL senza considerare i danni di un consumismo irresponsabile. Tutto questo si può evitare o almeno abbatterne la portata distruttiva. Dobbiamo innanzitutto cambiare il nostro ruolo da consumatori-passivi ad acquirenti consapevoli ed informati. Diamo risalto alla qualità dei cibi e non alla quantità, mangiamo di meno! Rivalutiamo il “poco ma buono”, riforniamoci direttamente dai produttori, usiamo frutta e verdura di stagione a chilometri zero, rivolgiamoci ai Gruppi di Acquisto o al Mercato Equo-solidale. Se i prodotti biologici costano troppo proviamo a comprare solo quelli di base o che consumiamo di più in casa (pane, pasta, biscotti, mele, ecc.).

Il consumo consapevole aiuta la comunità intera. Facciamo in modo che nella raccolta differenziata vada solo il nostro “scarto non più usabile” e non il nostro superfluo!
So bene come questi concetti siano pesanti da digerire e che troppi interessi ostacolano la presa di coscienza di noi cittadini. Il cammino è lungo perché l’umanità si umanizzi ma è importante che ciascuno di noi contribuisca nel suo piccolo a costruire un mondo migliore.


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