Ricetta dalla Puglia: le rose!

21 gennaio 2011 | commenti: 6

Ricetta pugliese: le rose | lofaccioincasa.it


Dal nome sembrano completamente innocue, ma basta dargli un’occhiata per capire con cosa si ha a che fare!
Le rose sono degli squisiti dolcetti pugliesi tradizionali dal sapore deciso e particolare, infatti vengono immerse nel vin cotto, una sorta di succo di frutta di fichi.
Per realizzarle è necessario fare molta attenzione, specialmente ai dettagli, ma il risultato è talmente particolare che ne vale certamente la pena.
Eccole!

Ingredienti

  • 1 kg di farina
  • 1 bicchiere di olio evo
  • mollica di pane raffermo
  • vino bianco quanto basta
  • 2,5 kg di fichi secchi (o freschi) per il vin cotto
  • acqua

Procedimento

Prima prepariamo il vin cotto:

  1. Tagliare a metà i fichi
  2. Immergerli completamente in acqua tiepida senza togliere la buccia
  3. Lasciarli in ammollo per un’intera notte (o comunque 12 ore)
  4. Prelevare l’acqua e metterla in una pentola
  5. Scolare e strizzare energicamente i fichi con un panno pulito e unire il succo che ne uscirà con l’acqua nella pentola, di cui al punto precedente
  6. Portare ad ebollizione il liquido nella pentola
  7. Quando bolle continuare la cottura a fuoco moderato
  8. Controllare costantemente la densità liquido con un cucchiaio di legno
  9. La cottura terminerà quando il liquido sarà abbastanza denso (di solito un paio d’ore)
  10. Lasciar raffreddare e conservare il liquido per le successive operazioni

Ora passiamo alle rose:

  1. Scaldare l’olio evo ma non troppo (vedi il relativo suggerimento)
  2. Impastare la farina con l’olio e il vino bianco
  3. Spianare l’impasto con il mattarello come fosse una sfoglia
  4. Tagliare la sfoglia a strisce larghe circa 5 cm e lunghe dai 40 ai 45 cm (vedi suggerimento)
  5. Ripiegare le strisce su se stesse cosicché diventino spesse il doppio e larghe 2,5 cm (la lunghezza deve rimanere invariata)
  6. Arrotolarle le srtisce per formare delle “rose” proprio come in figura
  7. Lasciarle ad essiccare una notte intera
  8. Infornarle la mattina successiva e cuocerle per circa 20 minuti (ma è bene controllare spesso il grado di cottura) nel forno ben caldo a 180°
  9. Lasciarle raffreddare
  10. Nel frattempo scaldare in vin cotto a fuoco lento in una pentola larga e bassa
  11. Immergere le rose fredde nel vin cotto ed estrarle subito dopo (lasciarle immerse al massimo pochi secondi)
  12. Estrarle e posizionarle in un vassoio in attesa che si raffreddino
  13. Versare con un cucchiaio il vin cotto rimanente sopra le rose
  14. Buona degustazione!!!

Suggerimenti

Ecco alcuni suggerimenti:

  • Scaldando l’olio, è utile inserirci un pezzo di mollica di pane. Appena questa inizierà a friggere, sarà il momento di spegnere il fuoco.
  • Per ottenere dei dolci dal profilo frastagliato, come le rose in figura, tagliare le strisce di pasta con una rotella dal profilo a zig-zag.
  • Quando le rose vengono immerse nel vin cotto bisogna fare attenzione che non si sovrappongano.
  • Esiste una variante che utilizza i fichi freschi, ma non l’abbiamo mai provata… c’è un volontario?

Fateci sapere se siete riusciti a realizzare questa ricetta, è complessa, ma ne vale certamente la pena.
È sempre bello riscoprire usi e costumi della nostra Italia!


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6 commenti

  • Barbara Giovannini scrive:

    Mia nonna Nicoletta di Andria nel vino cotto di fichi secchi metteva anche della cannella . É sublime

  • Iacopo scrive:

    Ti dirò di più, siccome mi hai fatto venire il dubbio, ho indagato meglio, ed ho scoperto che, benché non lo dicano, quasi tutti utilizzano i FICHI SECCHI, quindi ho modificato l’articolo mettendo come variante quelli freschi!
    Hai capito ‘sti pugliesi!!!

    • maria antonietta scrive:

      Grazie per le precisazioni! quindi vado sicura a farla con i fichi secchi…..poi vi farò sapere. buona giornata.

      • Iacopo scrive:

        Quelle della foto sono state realizzate con fichi secchi e devo dire che sono veramente deliziose!
        Attendiamo impazienti il tuo risultato (lo assaggeremmo pure, se fosse possibile ;-)
        Un saluto

  • maria antonietta scrive:

    Ma perchè le chiamate rose?io che un pò pugliese lo sono , ricordo le Cartellate, in dialetto “Carteddate”, dolci buonissimi che faceva mia madre…penso siano gli stessi.
    Grazie per la ricetta, finalmente proverò a farle anche io, anche se in questo periodo sarà un pò difficile visto che non è possibile trovare fichi freschi.dovrei provare la variante che usa i fichi secchi……ma se poi il gusto non è lo stesso?

    • Iacopo scrive:

      Cara Maria Antonietta,
      la persona che mi ha fornito questa ricetta è di Andria, e lì le chiamano “rose”, ma si ricorda bene che nei dintroni le chiamano Carteddate o Cartellate.
      Comunque sia ti confermo che stimo parlando della stessa ricetta.
      La variante dei fichi secchi in realtà è molto utilizzata in quanto la frutta secca produce un vin cotto anche più dolce, quindi vai sicuramente con i FICHI SECCHI.
      Ti dirò di più, chiedendo informazioni direttamente ad Andria, mi hanno detto che a volte utilizzano i fichi secchi anche quando sono disponibili quelli freschi!

      Se le farai, facci sapere come vengono, mi raccomando!

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