Farine bianche e derivati: tanta apparenza, poca sostanza

24 gennaio 2011 | commenti: 2

Farine bianche: tutta apparenza niente sostanza | lofaccioincasa.it


Tutti conoscono il pane, la pasta, il riso, i biscotti, i grissini, le torte e la pizza. Sono alimenti presenti sulle nostre tavole almeno una volta al giorno. Sappiamo anche che sono costituiti da preziosi cereali come frumento, riso, orzo, farro, segale, avena e miglio per citarne alcuni.
Per cereali quindi intendiamo quelle piante, base dell’alimentazione umana, che danno spighe e semi ricchi di amidi, che da almeno 3000 anni sono utilizzati come cibo di resistenza, capace cioè di dare energia di media o lunga durata, a differenza dei frutti e delle verdure che in genere danno energia di brevissima durata.

L’uomo ha mangiato cereali completi macinati integralmente, per secoli. È solo nel 1880 circa che si è diffusa la moda dei cereali raffinati. Numerosi studi (Burckitt, Reuben) hanno dimostrato che il nostro organismo è fatto per essere alimentato con cereali grezzi, completi di scorie indigeribili o poco digeribili come la cellulosa, l’emicellulosa e la lignina, le stesse che la raffinazione elimina. I popoli che ancora usano i cereali integrali registrano un minor tasso di malattie come obesità, appendicite, diabete, cancro al colon e al retto, diverticolite, emorroidi stitichezza cronica, ecc. Inoltre i cereali integrali, per la loro consistenza, spingono a masticare di più, favorendo l’irrorazione delle gengive, la salute dei denti e un’utile pre-digestione nella bocca, grazie agli enzimi della ptialina salivare.
Vedi anche l’articolo su farina e celiachia.

Se tutto ciò non bastasse, i cereali sono convenienti anche in termini di consumo energetico: spendiamo la stessa cifra per produrre 100 chili di cereali o 8 chili di carne di manzo, 15 chili di suino o 21 chili di pollo! Basterebbe diminuire il forte consumo di carne dei Paesi occidentali per avere molti più cereali per l’alimentazione umana, ora sciupati come foraggio e ultimamente come bio-diesel!
Il cereale più diffuso in Occidente è sicuramente il frumento o grano e la forma più “elementare” che si trova in commercio, per le sue numerose utilizzazioni, è la farina. È davvero una materia prima indispensabile in ogni cucina, adatta alla panificazione e alla preparazione di tantissime pietanze.
In genere il mercato offre farine bianche e raffinate (tipo “00” e “0”) ma si trova anche la farina integrale al 100% o all’85% (tipo “1”, “2” e “integrale”) appena setacciata ma non sbiancata e senza additivi chimici. Stesso discorso per pane e biscotti: leggiamo le etichette e scegliamoli integrali o semi-integrali!

Alimentarsi con un buon pane è importante, soprattutto se si considera che la panificazione, a causa dell’alta temperatura, diminuisce ancor di più il contenuto nutritivo della farina. Nel pane bianco molto raffinato, infatti non c’è più traccia di nessuna vitamina, neanche dell’abbondante vitamina PP.
Ai più volenterosi consiglio di prepararlo in casa, invece a coloro che hanno meno tempo a disposizione non rimane che acquistarlo nei supermercati dove dobbiamo fare attenzione agli ingredienti perché spesso le industrie alimentari vi aggiunge grassi superflui e dannosi.

Diffidate anche del pane con l’aggiunta di crusca: si tratta della brutta copia del pane integrale e rappresenta un vero e proprio controsenso. Prima si toglie un componente vitale poi, quando ormai il cibo è devitalizzato si tenta di rimediare unendovi lo stesso componente sottratto. Senza poi ricostituirne l’unità biologica naturale!
Scegliamo un pane sano, ricco di fibre naturali, integrale o semi-integrale e non raffinato.

Il discorso è simile per il riso bianco. La raffinazione a cui è sottoposto lo depaupera ancor di più rispetto gli altri cereali. Esso non solo viene privato del prezioso tegumento ma perfino spazzolato con glucosio e talco e poi lucidato con vaselina e olio di semi. Questo processo è detto “brillatura” e viene effettuato per rendere il chicco più lucido e più facilmente “conservabile”. L’uso di queste sostanze, con il tempo, può causare danni alla mucosa gastrica, mentre il talco può essere cancerogeno. La raffinazione inoltre fa diminuire anche il contenuto proteico: ben 6 amminoacidi su 10 vengono eliminati, compromettendo irrimediabilmente l’assimilazione degli amminoacidi restanti.

Non resta che optare per il riso integrale! Scegliamo quello con cottura breve (20 min.) se abbiamo poco tempo e gustiamolo in mille modi, faremo un carico di proteine, calcio, fosforo, ferro, sodio, potassio, vitamine B1, B2 e PP.

Attenzione: a chi soffre di colite e deve eliminare le fibre. I prodotti integrali sono poco indicati.


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