3 metri sotto terra – ep 08 – Nel trita cervelli

25 febbraio 2011 | commenti: 0

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È il primo giorno di lavoro per Marco.

Lo hanno lasciato sul divano in finta pelle ad attendere il responsabile. L’appuntamento era stato fissato per le 9, Marco si è presentato alle 8 e 40.
Sono le 10.
La segretaria dice che c’è da aspettare, il presidente. Carlo Mandelli è impegnato. Anzi è superimpegnato. La segretaria bionda, fresca di tintura, spiega che per il presidente esistono 4 livelli di impegno: impegnato normale, tanto impegnato, superimpegnato, passa un’altra volta.

La segretaria bionda tinta e col piercing gli dice che è stato fortunato perché ieri il dottor Mandelli era al 4° livello.
Sono le 10.44. Ecco il presidente, ha fretta.

“Buongiorno venga dottor?”

“Marco…”

“Venga dottore, ma lo sa che somiglia a…”

“Martufello!” esclama tra il dispiaciuto e il compiaciuto per la prontezza nei riflessi.

“No” ribatte il presidente “al famoso economista John… non mi viene il cognome. L’accompagno dal suo tutor. Sandra hai presentato i colleghi al dottore?”

“Carlo mi avevi detto di farlo attendere qui”

“Mi avevi detto, mi avevi detto, solo quello sai dire. Comunque dottore, lei da oggi fa parte del nostro team. Sono contento che un altro giovane preparato e spigliato come lei sia con noi. Il dottor Mario Marini è il suo tutor. Le mostrerà il lavoro che dovrà fare. Ci tengo particolarmente a questa attività che lei dovrà svolgere. Il dottor Marini sarà a sua disposizione, per qualsiasi richiesta più particolare si rivolga a me. Ora la lascio, ho un incontro importante, mi scusi, ci aggiorniamo più tardi.”

Il Dottor Marini ha cambiato espressione. Fino ad un attimo prima, quando il responsabile era in stanza, Marco aveva avuto la rassicurante idea che il suo tutor fosse una persona alla mano, disponibile. Ma ora guardandolo bene i tratti somatici lo inducono a pensare tutt’altro.

“Allora sentimi bene Marco” prendendolo per il braccio con piglio deciso, “Oggi è il tuo primo giorno. Inizierai con un lavoro più manuale che “di concetto”. Non ti preoccupare tutti abbiamo iniziato così, anche il presidente Mandelli.”

“Certo” dice Marco quasi sollevato. Si aspettava, vista l’espressione del Marini, di dover cominciare pulendo i cessi.

“La vedi quella pila di faldoni lì sopra. Allora prendili e fa una copia del cartaceo che contengono. I fogli A4 sono in quei cassetti sotto. Hai qualcosa da dire? Non ti vedo soddisfatto”

“Beh mi aspettavo di dover fare altro” ribatte Marco con una punta di nervosismo.

“Ricordi il discorso che ti ho fatto un minuto fa? Ok, tienilo a mente per questi primi mesi. Lì stanno i faldoni, buon divertimento.”

3 metri sotto terra - ep 08 a - nel trita cervelli | lofaccioincasa.itPile di carta che appaiono insormontabili, chissà da quanto tempo staranno lì. Erano in attesa che il responsabile si decidesse a chiamare uno stagista. Probabilmente la signora delle pulizie ha dovuto più volte intimare che se non fossero state rimosse prima o poi sarebbe stata costretta a provvedere lei ed il suo tritatutto.
A cosa mai può servire la copia di tutta quella carta destinata al macero è un mistero. Chiaramente deve essere una scusa per trovare qualcosa fa fargli fare. Altro che giovane preparato e brillante, tutte storie.

Non funziona. La macchina fotocopiatrice è fuori uso.  piena di polvere, graffiata, con segni di botte di manico di scopa semi-involontarie. Saranno almeno sei-sette anni che nessuno la usa. C’è però il bigliettino col numero dell’assistenza ma a Marco gli è stato detto di non fare nulla senza il permesso del responsabile.
Così gli tocca scegliere tra lo stare senza far niente e il fuggire. La tentazione di optare per la seconda scelta è forte.

“Allora come procede?” chiede con finto interesse il tutor.

“Non bene” gli risponde Marco “la macchina fotocopiatrice è fuori uso”

“Ma come è possibile? Non è mai stata usata.”

“Forse è per questo che è fuori uso”

“Mah. Hai mica toccato qualcosa?”

“No rischio di prendere il tetano solo a guardarla.”

“Questa ironia tienila per l’orario extralavorativo. Altrimenti non andiamo bene. Te lo dico da fratello maggiore.”

“Ok, ok. Quando tempo ci vuole prima che venga aggiustata la macchina?”

“Beh dipende. Nel frattempo puoi ordinare i faldoni in ordine cronologico.”

“Ok. Posso sapere cosa contengono?”

“Lì dentro ci sono tutti i nominativi dei clienti degli ultimi anni. Nomi grossi, per cui ritieniti soddisfatto del tuo primo impiego.”

Come si fa a non rispondergli con una battuta.

“Anzi di solito questo lavoro lo svolgevano due ragazzi che erano laureati in archivistica e biblioteconomia.”

3 metri sotto terra - ep 08 b - nel trita cervelli | lofaccioincasa.itCome si fa a non ridere.
Marco scopre che lo si può fare. Si da un pizzico sulla panza e comincia a dare un’occhiata alle colonne di carta.
Marco non ha ancora capito bene di cosa si occupa l’azienda. L’annuncio a cui rispose era talmente vago che probabilmente anche chi lo scrisse non ci aveva capito granchè.
Ancora non riesce a capire quale sarà il suo ruolo, se e quando sarà.
Così passate tre settimane senza che nessuno, a parte gli sporadici colloqui col tutor, gli abbia parlato, decide di chiedere un colloquio con il presidente.
Aspettando Godot Mandelli. “Il presidente è fuori.” ammonisce con voce querula ed una punta di sadismo la bionda tinta segretaria.


“E quando torna?”

“Mah è fuori”

“Si ma tornerà prima o poi.”

“È all’estero”

“È in vacanza?”

“Ma che dici è in Romania per un importante commessa.”

“Per fine mese torna?”

“No… ma puoi dire a me. Di che si tratta?”

“Niente niente”

“Guarda che io ho il dovere di informarlo in anteprima sulle cose che i dipendenti hanno da comunicargli.”

“Io non sono un dipendente. Sono uno stagista.”

“Peggio ancora. Potrei anche decidere io quando puoi o non puoi parlare con lui.”

“Vabbè prima o poi passerà in azienda.”

“Non credo prima di 3 mesi. Ti ho detto che è in giro all’estero. Se mi dici il motivo del colloquio vedo se posso darti l’indirizzo e-mail.”

“Ci parlo tra tre mesi.”

Sbatte la porta, torna nella sua stanzetta. C’è un cellulare appoggiato sulla scrivania. Deve essere del tutor Marini. Avrà in rubrica il numero del capo. Prende il vecchio nokia grigio, scorre i nomi della rubrica. Il nome di Mandelli non c’è. Allora prova con Carlo, ma c’è solo un certo Carlo Magnaccia. Non può essere lui, il tutor non si sarebbe mai permesso. Considerando la originalità del Marini il numero può solo essere sotto la voce Presidente, ed infatti… trovato.
Non appena Marco ha recuperato il numero, entra Marini il quale, pur non essendo un fulmine, ha capito tutto.

Marco gli dice “Ti ringrazio per tutto ma sinceramente sono stufo di questo lavoro.”

“Fa come vuoi.” Gli risponde stizzito l’oramai ex tutor.

“Vedi, non è che te ne freghi più di tanto”

“Beh un po’ mi dispiace, ma detto sinceramente c’è una caterva di giovani laureati lì fuori che aspettano di entrare in questa azienda con qualsiasi mansione. Ma almeno hai trovato qualcos’altro?”

“Ehm c’è in ballo qualcosa…”

“Ho capito tornerai a casa da mamma e papà. È più comodo.”

“Sempre meglio che stare qui e fare la fine tua.”

“Brutto stronzo, questa è la riconoscenza dopo che ho parlato bene di te al capo.”

“Davvero? E non me lo hai mai detto?”

“Non volevo che ti montassi la testa”

“Si ma almeno una piccola gratificazione…”

“Senti rimanere ti conviene. Al capo farebbe piacere di sicuro. A fine anno ci sarà una ristrutturazione aziendale. Anzi ora lo chiamo così gli parlo davanti a te.”

“Lo posso chiamare anch’io.”

“Nooo, dimenticavo che è fuori. E poi non possiamo utilizzare il telefono aziendale per chiamate all’estero. Non è abilitato.”

“Vabbè lo chiamo col mio cellulare.”

“No! Lascia perdere, si incazza e poi… ehm… non risponde ai numeri sconosciuti.”

“Pronto è il Dottor…?”

“Chi cazzo è?”

“Non mi sente bene?”

“Ma chi cazzo sei a quest’ora”

“Sono Marco… Lo stagista”

“Chi?!?!”

“Marco…”

“Chi sei?! Cosa vuoi?!”

“Mi scusi non sapevo che fosse impegnato”

“Ma chi cazzo è che mi chiama mentre sto fottendo?!?!?”

“Le volevo dire solo che da lunedì non sarò più con voi. L’ho chiamata per correttezza.”

“Ma non so manco chi sei. Vattene dove cazzo vuoi e non ti azzardare più a chiamarmi. Coglione!”

“Coglione sarai tu, brutto cocainomanefrociociucciaca…”

3 metri sotto terra - ep 08 c - nel trita cervelli | lofaccioincasa.itClick.
È così si conclude la prima esperienza lavorativa di Marco.
Ritorna a casa con un misto di rabbia e senso di sollievo. Pian piano il senso di sollievo svanisce e resta solo rabbia. E paura.
Paura di stare senza far nulla. Non è che al lavoro facesse granchè ma almeno aveva un occupazione. Paura e impotenza, come fare a trovare un nuovo lavoro?

“Potrei ritrovarmi ora in una situazione peggiore di quella di prima. Tutto sommato Marini non mi dava fastidi. Forse prima o poi sarei stato promosso. Comunque ora è finita, c’è tanto altro là fuori.”

C’è tanto ma c’è solo incertezza dentro Marco, è l’incertezza che cova in tutti i giovani precari. L’incertezza che ti spinge ad accettare lavori ipo-professionali o che ti paralizza a non cercare altro, alla sfiducia.
Ma Marco non si da per vinto.
E pensa. “Mi convinco sempre di più che in questo mondo è utile a volte non essere coerenti con se stessi. La coerenza non ti dà da mangiare. Non tutti possono permettersi di essere coerenti. A meno che non sei uno che eccelli in qualche campo; se sei una persona normale ti conviene cercare di frequentare la gente che conta qualcosa.”

Continua…

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