Paura del bianco. Inchiesta sugli alimenti raffinati: il latte

26 ottobre 2012 | commenti: 5

Paura del bianco. Inchiesta sul latte | lofaccioincasa.it

Oggi parliamo di materie prime e cerchiamo di capire quali siano le problematiche legate al processo di raffinazione e perché questo venga eseguito. Analizziamo anche quali siano le differenze con la versione grezza, cioè non raffinata, in poche parole: meglio grezzo o raffinato?

Partiamo da un colore: il bianco. Conosciamo il bianco del latte, quello della farina, quello dello zucchero e così via. Ma in realtà, questi alimenti in partenza non sarebbero proprio bianchi, e allora come lo diventano?
Con la raffinazione. Ma cos’è la raffinazione.
Vediamolo caso per caso.

Il latte è un alimento davvero controverso.
In Italia, ma anche in Europa è un alimento di base consigliato per la dieta dei più piccoli ma lo bevono anche gli adulti. Siamo cresciuti convinti che il latte sia una fonte di calcio che rinforza le ossa e i denti, che aiuta a crescere sani e forti. C’è addirittura chi dice che, se ricoperto di cioccolato, sia la ricetta per una crescita perfetta.
Ma sembra proprio che non sia così.
Il latte in natura si manifesta quando nasce un mammifero, altrimenti non c’è modo di averlo in maniera naturale. Quando siamo piccoli beviamo quello della mamma, a volte, sempre più spesso, viene sostituito da latte in polvere di derivazione vaccina.
Quando siamo grandi beviamo solo quello di derivazione vaccina, o, in alcuni casi, ovina (latte di capra).
Già questo dovrebbe far riflettere parecchio: perché continuiamo a bere anche da adulti un alimento destinato dalla natura ai soli neonati?
Cerchiamo una risposta plausibile.

Le femmine dei mammiferi producono latte per i propri neonati e ogni tipo di latte è progettato per lo sviluppo del relativo piccolo mammifero.
Quindi il latte vaccino è ottimo per i vitelli che devono accrescere il loro peso velocemente, il latte umano invece è perfetto per i bambini che devono sviluppare il proprio cervello.
Ma cosa succede quando una mamma non ha il latte?
Anzi, poniamo la domanda in maniera diversa: è possibile che una mamma non abbia latte per il suo piccolo?
No, non è possibile, a meno che non vi sia qualche problema fisico o psicologico. Allora perché sempre più mamme accusano questo problema? Non mi viene il latte! Forse c’è qualcosa sotto?
Io credo di sì.

Spesso sono stato in ospedale in coincidenza di una nascita e ho quindi potuto costatare quello che succede. Non sto parlando di cliniche private o piccoli ospedali di periferia, ma di grandi complessi ospedalieri.
Ho notato che quando nasce un bambino nessuno spiega alla mamma come fare per stimolare il proprio latte.
Dovrebbe essere un istinto naturale, ma con i tempi che corrono sembra che l’istinto materno sia sempre più in ritardo.
Fatto sta che molte neo mamme non sanno che fare e nessuno le aiuta, o meglio, certo che le aiutano, ma proponendo la famosa “aggiunta”.
Riporto allora un discorso a cui ho personalmente assistito, tra una mamma e una suora (che è pure più grave!) in merito al bambino nato il giorno prima.

Allattamento al seno | lofaccioincasa.itIl piccolo non si vuole attaccare, non è che non mi cresce?Eh, purtroppo capita che il latte non arrivi subito. Ma signora, non si preoccupi, abbiamo noi il latte per suo figlio“. Ma io volevo allattarlo al seno…Ma sì, ma sì per quello c’è sempre tempo e comunque un’aggiunta di questo latte – mostra un biberon già pronto – deve dargliela lo stesso, mica vorrà rischiare che non cresca“. Ma è certa? Non è che poi sente il sapore di quel latte e non vuole più quello mio?Ma si figuri. Dia qua“.
La suora strappa di mano il bambino piangente alla madre e gli infila il biberon in bocca con collaudata decisione. Il bambino si lamenta un po’ ma poi inizia a ciucciare. Dopo la lauta poppata…
Si ricordi, deve sempre dargli un’aggiunta, anche se il suo latte iniziasse ad arrivare, non si scordi, a fine poppata, una bell’aggiuntina, anche lei si stancherà meno, vedrà“. Ma che latte è? Che marca è? Non vorrei che se gliene do di altra marca poi non lo vuole.Signora non si preoccupi, troverà scritta la marca di questo latte sui documenti di uscita, intanto glielo forniamo noi“. Davvero? Be’ allora grazie infinite!Ma si figuri, cara signora“.

Che ne dite?
Purtroppo questa è la norma, almeno in certi ospedali. In questo modo la mamma trova nel latte in polvere un sedicente alleato per la “corretta crescita” di suo figlio e si toglie di mezzo la paura che il piccolo non cresca… e anche i sensi di colpa per non avere il latte.
In realtà sarebbe bastato che la mamma avesse insistito un po’ ad attaccare il piccolo al seno e quello, preso dalla fame, avrebbe a breve iniziato a poppare. La neo mamma avrebbe prodotto inizialmente colostro e in seguito un ricco latte pieno di nutrimento e protezione per i primi mesi di vita… e anche per i successivi.

Ma purtroppo non è andata così. La suora, facendo meschinamente leva sui sensi di colpa della giovane mamma, ha preso il bambino e lo ha rinfilzato di latte artificiale raccomandando la tristemente famosa, aggiuntina.
In questo modo la mamma perde il latte perché se il bambino non si attacca e la natura immagina che non ci sia nessun neonato e quindi il latte non serva, facendolo finire.
I genitori saranno così costretti ad alimentare il loro piccolo con un latte artificale ingiustificatamente costoso e soprattutto, assolutamente diverso dal latte materno e quindi non adatto ad un neonato umano.

Perché vi ho raccontato questo aneddoto?
Per mettere bene in evidenza il ruolo del latte e quale sia il suo vero scopo: far crescere i bambini forti, robusti e intelligenti. Ma non certo nutrire gli adulti!

Credete stia esagerando? Allora, vediamo cosa succede in seguito e cioè quando siamo adulti.

Dopo i due anni circa, per natura, l’uomo (e in generale i mammiferi) smettono di essere allattati e quindi inizia a diminuire la lattasi, una serie di enzimi che si occupano di elaborare il latte e trasformalo in nutrimento.
Abbiamo bisogno di altre indicazioni? Dopo un paio di anni il latte non ci serve più e quindi diventa un alimento che l’organismo mal tollera (intolleranza) oppure proprio rifiuta!
Mi pare davvero facile da cpaire. Naturalmente in alcuni esseri umani l’intolleranza arriva più tardi e riescono comunque a sopportare il latte anche in fasi più avanzate, ma in generale il latte, sembra proprio che sia un alimento esclusivo per la crescita dei neonati. Ma allora perché continuiamo a berlo? Ma soprattutto, non potendo più bere quello materno per ovvie ragioni, cosa ci beviamo?

Lo sfruttamento del latte | lofaccioincasa.itIl latte che portiamo ogni giorno in tavola, in realtà è un latte che viene trattato violentemente, fino alla quasi totale distruzione delle sue proprietà nutrizionali. Aggiungiamo poi che, causa perdita della lattasi, non riusciamo nemmeno ad digerirlo, credo il quadro sia completo.
Ma allora perché continuiamo a berlo?
Semplice, perché ce lo impongono!
Avete presente le varie pubblicità che fanno leva sulle proteine del latte che fanno crescere i bambini, oppure sul fatto che il latte sia una fonte di calcio che rinforza le ossa? Bene, sono certo che molti di voi ci credono!
Fate male, il latte purtroppo ha molte problematiche: sottrae il calcio ad ossa e denti e non lo apporta. Crea residui nelle vene, muco, trombosi.
Purtroppo la tanto decantata bevanda bianca è in realtà, per molti di noi, una vera calamità.
Grazie a questa pressione mediatica, in America sono riusciti a far lievitare il consumo di latte e formaggi in maniera spropositata, aumenntando contemporaneamente gli introiti delle grandi aziende casearie statunitensi.
Il nesso pare propiro ci sia.

Ci sono molti esperti che supportano queste tesi, potete trovarne alcune su questa pagina e facendo qualche semplice ricerca, troverete certamente molto altro.

Relativamente all’argomento latte in polvere negli ospedali, ho poi scoperto per altre vie, che questi grossi ospedali “vendono” i mesi alle “sorelle del latte”. Cioè indicono delle gare d’appalto per forniture di latte in polvere e chi offre di più si sceglie il mese che più gli interessa. Così l’ospedale incassa e le multinazionali del latte in polvere creano proseliti con la compiacenza delle infermiere (e anche di qualche suora!).

Per concludere vi racconto un altro aneddoto che si commenta da solo.
Parlando con una pediatra di un altro grosso compesso ospedaliero dedicato proprio ai bambini, iniziò a decantarmi quanto è salutare il latte:
Va bevuto, perché è fonte di calcio, rinforza ossa e denti, fornisce nutrienti essenziali. Un bel bicchiere di latte a colazione è quasi indispensabile.
In realtà io ho sentito e letto il perfetto contrario di quello che mi sta raccontando…
Assolutamente falso, il latte è una indispensabile fonte di nutrimento e di calcio!
Quindi lei beve latte a colazione, giusto?
Io? Io no, non ne bevo mai… a me il latte fa male…

Tornando a monte: meglio grezzo o raffinato? Meglio grezzo, ma solo per i neonati!

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5 commenti

  • Iacopo scrive:

    Caro Marco,
    siamo felici di esserti utili!
    Grazie mille per la tua visita!

    Saluti

  • Marta scrive:

    Mi trovo d’accordissimo!
    Io, che sono vegetariana da anni, stò diventando anche
    vegan, eliminando appunto latte e derivati del latte.
    Ho letto che questi (tra le varie controindicazioni) acidificano il sangue sottraendo calcio anzichè darlo!
    Eliminando il latte eliminiamo anche gli allevamenti lagher delle mucche sfruttate e dei vitelli macellati a pochi mesi di vita!
    Alimentiamoci crudelity-free!

    • Iacopo scrive:

      Eh sì, sarebbe bello se tutti avessimo una coscienza, ma purtroppo in una società fondata sul business, la vedo davvero dura.
      Certo è che tutti noi che la pensiamo così, possiamo nel nostro piccolo seguire uno stile di vita più sano, questo potrebbe fare da esempio ed essere notato da chi ci sta intorno.
      Non si sa mai, magari i nostri amici potrebbero iniziare a farsi delle domande… e noi potremmo fornire le risposte ;-)

      Confermo che anche io ho letto molte fonti che indicano il latte e i suoi derivati come “ladri di calcio”!

      Grazie della visita, a presto!

  • Mr.Loto scrive:

    Uno splendido post che mi trova perfettamente dìaccordo; per anni ci hanno bombardato con le false informazioni che il latte sia necessario per avere ossa e denti forti quando, guarda caso, le popolazioni meno colpite dall’osteoporosi sono proprio quelle che non consumano latte.
    Trovo poi assurdo che ci siano in commercio molti tipi di latte ad alta digeribilità, o privati del lattosio … se il corpo lo rifiuta cos’ì com’è in natura perchè mai dobbiamo berlo manipolato affinchè non crei più dei sintomi di intolleranza?? A volte gli esseri umani sono davvero assurdi … per non privarsi di nulla finiscono per farsi seriamente del male.

    Un saluto e buon fine settimana.

    • Iacopo scrive:

      Grazie dell’apprezzamento Mr.Loto,
      in effetti non ho parlato del fatto che in alcune zone dell’India, ad esempio, dove non bevono il latte, sono anche molto rare le fratture da ostoporosi, che poi, detto tra noi, nemmeno è una vera malattia l’osteoporosi, ma una normale evoluzione delle ossa ad una certa età.
      Ma si sa, tutto ciò che si può sfruttare per aumentare il business, si sfrutta!
      E allora tutto diventa malattia, anche se non lo è: l’importante è che ce ne sia la distorta percezione e che la gente si imbottisca di inutili farmaci.
      Conosco gente che in seguito a diagnosi di osteoporosi, ha preso per anni integratori di calcio, bevuto latte e mangiato formaggi ma non ha risolto un bel nulla! Anzi…
      Vabbe’ che dobbiamo fare? Speriamo che, come dici tu, Internet possa dare un aiuto in più.

      A presto e buon fine settimana anche a te

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