2012 Le liste bianche – Punto it o punto com? – ep. 3

9 gennaio 2013 | commenti: 0

2012 Le liste bianche - Episodio 3: Punto it o punto com? | lofaccioincasa.it

23 dicembre 2012

Si svegliò di nuovo di soprassalto a causa del sogno che stava facendo. Lo aveva agitato parecchio. Un uomo alto con i baffetti e la faccia lunga, gli si avvicinava da dietro mentre sorseggiava un whisky al bar, in compagnia di una ballerina francese del Moulin Rouge. Il losco figuro si era abbassato improvvisamente per rubargli la ventiquattr’ore che aveva poggiato ai suoi piedi. Poi era fuggito velocemente con il maltolto, saltando su un taxi e dileguandosi nei meandri di Parigi, inghiottito da un buio pesto.

La ventiquattr’ore! L’aveva persa!
Ma dove? Sul bordo della fontana mentre parlava con Elena, oppure sul sedile del taxi di Gabriele? Oppure dove? Che peccato! C’era dentro il suo maglione preferito, il più caldo che avesse. Disdetta! Ci era affezionato a quel maglione. E va be’, pazienza.
Si recò in bagno per una bella lavata di viso così si sarebbe svegliato del tutto e avrebbe potuto analizzare la situazione con più calma, del resto ce n’erano eccome di riflessioni da fare!

Si sedette davanti ad una bella ciotola di latte fresco e cereali e iniziò a riflettere su tutta questa strana faccenda.

Uno scherzo non poteva essere, Leo non sa mentire, quindi se fosse stato lui l’artefice di questa storia, lo avrebbe certamente smascherato. Allora restava in piedi la storia della truffa: droga nell’acqua, due ore e mezza di buio completo, la festa, il vino e… Elena! Già… aveva conosciuto la dama della sua vita: la bella Elena!

Si dimenticò subito di truffe e scherzi e il suo pensiero volò verso gli occhi della bella dama azzurra. Di cui nemmeno ricordava, colpevolmente, il colore. Ma che fa? L’importante è averla conosciuta. Gli aveva lasciato un indirizzo email e lui ne aveva lasciato uno a lei… Ehi! Un momento, forse Elena gli aveva già scritto? Che imbecille che era! Ancora non aveva controllato la posta! E se lei avesse già scritto? Lui ancora non lo sapeva. Era proprio incorreggibile, la sua bella gli aveva inviato una email e lui ancora non aveva risposto! Roba da matti! Al computer presto!

Quando aprì la sua casella email trovò 10 messaggi non letti. Cliccò subito sul relativo link. Iniziò a fremere mentre il computer caricava i nuovi messaggi e insultò pesantemente la compagnia telefonica che non si decideva a mettergli un’ADSL da nove milioni di megabit al secondo. Appena l’elenco dei nuovi messaggi fu visualizzato, iniziò nervosamente a scorrere messaggio dopo messaggio per arrivare a quello della sua bella. Auguri da Leo, da Lisa, da chissà chi, ma niente messaggio da Elena.

Deluso si buttò sulla sedia a pancia all’aria rischiando di capovolgersi. Pensò che magari avrebbe potuto inviare lui il primo messaggio? Del resto quante volte gli era stato detto di fare il primo passo nella vita?
Poi pensò che se lo avesse fatto, si sarebbe esposto troppo e avrebbe rovinato tutto. In fondo si era appena lasciata con Brad Pitt.

Che fare? Attendere, tener duro e resistere alla tentazione di scriverle, ecco che fare! Decise che nell’attesa avrebbe registrato l’indirizzo di lei nella rubrica, così, tanto per avere una scusa per ripetere il nome della sua bella.

Aprì la rubrica indirizzi del suo computer e inserì un nuovo contatto. Nome? Elena. Che piacere scriverlo! Cognome: Medici. Email: … Ops! Com’era l’email? Panico più assoluto! Non ricordava l’email della donna della sua vita! Tutto si scurì nella sua testa, il buio più assoluto divenne il padrone dei suoi pensieri! Napoleone si materializzò al suo fianco e iniziò a ridere forte. La beffa! Eli punto medici chiocciola yahoo punto it! Tie’! Fece un gesto poco fine a Napoleone che si vaporizzò istantaneamente. Se l’era ricordata! Evviva! Ma ora doveva scriverla immediatamente per non rischiare di scordarla di nuovo. Un attimo, ma era punto it o punto com? Eh già, perché yahoo può essere sia punto it che punto com. Disdetta delle disdette! Ma qual’è il problema? Avrebbe inserito entrambi gli indirizzi, così sarebbe stato sicuro che il messaggio le sarebbe arrivato. Però non avrebbe scritto nessun messaggio fino a domani, anzi fino a stasera. Avrebbe invece telefonato a Leo per raccontargli tutto.

  • Pronto?
  • Ciao Leo sono Giona!
  • Giona! Sei tornato? Sei vivo? Tutto a posto? Dove sei a Parigi? A Roma?
  • Calma, calma, sono a Roma ed è tutto a posto.
  • In che senso? Hai risolto il mistero?
  • No, però mi sono tranquillizzato un po’ e ho una cosa da raccontarti!
  • Spara!
  • No, non per telefono, meglio vederci…
  • Al bar tra 10 minuti!
  • Facciamo tra una mezz’ora che mi sono appena alzato…

Ma Leo aveva già attaccato e conoscendolo si era precipitato al bar in mutande.
Giona allora velocizzò le pratiche di vestizione e lavaggio e si recò al bar.
Venti minuti dopo erano seduti davanti ad un bel cappuccino e Giona poté iniziare il suo racconto. Mentre raccontava, Leo non la smetteva di agitare la gamba facendo tremare le tazze con il caffellatte. Quando nel racconto entrò in scena la dama azzurra, Leo sussultò interiormente e capì definitivamente che Giona era per lui la mela proibita. Ascoltò tutto il resto del racconto e poi poggiò la schiena sulla sedia per cercare un po’ di relax dopo quel full immersion a dir poco incredibile e senza un senso apparente.

  • Non so che dire Gio’. Il tuo racconto fa acqua da tutte le parti.
  • In che senso? È tutto vero!
  • Sì, sì, lo so che è vero, intendo che non ha una spiegazione apparente. Gabriele che c’entra in tutta questa storia? Come fa a conoscerti?
  • Dice che l’ho chiamato io stesso.
  • Da dove? Dall’Italia?
  • Non lo so.
  • Ecco, appunto, non lo sai. Cioè non sai se hai fatto quella chiamata, del resto nemmeno sai di averne fatta una a me, ma io sono certo si trattasse di te. Ehi, un momento! Ma gli altri, chi li ha avvertiti? Intendo Lisa e gli altri che c’erano alla tua festa?
  • Io no, almeno non so, credevo fossi stato tu… magari è successo come con te e Gabriele: una telefonata da un altro me stesso. – e sorrise.
  • Piantala! Si tratta di una cosa seria! Aspetta, li chiamo uno ad uno e gli chiedo se li hai avvertiti tu.
  • Bene, ti aiuto.
  • No, li chiamo io, desterò meno sospetti, mi invento una scusa e mi faccio dire chi li ha invitati.

Passarono circa 10 minuti di telefonate e al termine dell’indagine emerse un solo unico risultato: li aveva chiamati tutti Giona!

  • Senti, la cosa secondo me è seria. Dobbiamo andare alla polizia!
  • Non se ne parla. Che gli dico: mi hanno drogato e poi mi hanno pagato un viaggio a Parigi per farmi conoscere una bella ragazza?
  • Be’, in effetti non avrebbe senso. Però c’è qualcosa che non mi torna…
  • Troppe sono le cose che non tornano. Senti vuoi un cornetto o un tramezzino?
  • Ti sembra questo il momento di mangiare? – sbuffò Leo pensieroso.
  • Sono le nove e mezza di mattina, che c’è di strano?
  • No, grazie non voglio niente. – e tornò ai suoi pensieri.

Giona prese un tramezzino per sé e portò un cornetto alla crema a Leo, sapeva che ne era ghiotto. Leo alzò leggermente lo sguardo mentre continuava a strizzarsi il cervello per mettere a fuoco un paio di elementi importanti. Afferrò il cornetto e lo divorò.

  • Allora ti andava?
  • Ho bisogno di zuccheri per pensare. – disse a bocca piena.
  • Sì, sì a chi la racconti, sei un golosone.
  • Piantala, sto pensando a come tirarti fuori da questo pasticcio.
  • E allora fammi partecipe delle tue elucubrazioni, magari in due ce la facciamo. – disse tornando serio.
  • Allora, io ho pensato quanto segue: Elena e Gabriele sono certamente in combutta con i due che ti hanno drogato durante il colloquio. E lo è anche quel tipo che ti ha accompagnato a casa dall’aeroporto qui a Roma.
  • Ma che dici?

Gli sembrava pazzesco, Elena una traditrice! Però se così fosse stato, allora la storia di Claude/Brad Pitt era semplicemente una messa in scena ed Elena poteva riassumere, nella sua mente, il ruolo di rosa candida e incontaminata. L’idea cominciava a piacergli. Poi, però tornò in sé.

  • Ma no, è impossibile. Non mi pare che Elena potesse conoscere Gabriele. Almeno credo.
  • Da cosa lo deduci?
  • Da… non so, magari invece hai ragione, sono tutti in combutta. Però c’è un’altra cosa molto strana: il biglietto bianco. Le scritte che ci sono sopra, cambiano da un giorno all’altro, così… da sole.
  • Sei proprio un ingenuo! – fece Leo scuotendo la testa. – Ancora non hai capito che te lo sostituiscono di volta in volta?
  • E come?
  • Non lo so bene, ma certo che il suo contenuto non cambia per magia! Sai che ti dico? Che questa del foglietto è la cosa meno strana. Ho visto parecchi trucchi di magia molto più complessi!
  • Dici?
  • Ma certo…
  • Allora come la metti? – mentre gli poneva questa domanda tirò fuori il foglietto e glielo mostrò.
  • E allora? Che c’è di strano?
  • Ma come? Ieri c’era scritto dell’appuntamento di sabato alle 10:30 sotto casa, con destinazione aeroporto, oggi c’è scritto che il prossimo appuntamento è giovedì alle 9:30! Non ti sembra nemmeno un pochino strano?
  • Ah, ah, ah! – rise di gusto Leo. – Lo hanno cambiato loro. Ma non capisci? Hanno le chiavi della tua porta ed entrano quando vogliono per sostituire quel biglietto.
  • No, li avrei sentiti entrare.
  • Con il sonno che ti ritrovi? E poi c’è sempre la possibilità che ti abbiano addormentato con il gas!
  • Ancora? Prima la droga, poi il gas! Questi mi faranno morire prima del tempo con tutte ‘ste zozzerie che mi somministrano a mia insaputa.
  • Ma non distraiamoci. Il punto è che c’è una combutta contro di te. Ma perché? – si fermò un attimo a pensare, poi riprese: – Hai per caso una grossa somma di denaro in qualche banca?
  • Magari! – rispose Giona con un sorriso beffardo.
  • Hai delle proprietà?
  • Be’, abbiamo un paio di case in montagna e al mare.
  • Ecco! Lo vedi che c’è qualcosa sotto?
  • Ma sono case piccole e di poco valore. Se ci si fa 150/200 mila euro in tutto, è grasso che cola! Non è giustificato. E poi che si dividono in cinque quella miseria? Tanto varrebbe truffare uno più facoltoso di me, non trovi?
  • Già, è vero, questa storia della truffa non sta in piedi. È che abbiamo pochi elementi. Ma io ho un’idea. – disse Leo ergendosi sulla sedia e sfoderando un sorriso di vittoria.
  • Davvero? Dimmi!
  • Allora, ascolta bene, senti cosa faremo.
  • Sono tutto orecchi.
  • Stasera tu scrivi un’email alla tua bella. – a quella frase Giona si illuminò. Ecco la scusa giusta per fare il primo passo! Del resto questo mistero andava risolto e se per farlo fosse stato necessario scrivere alla bella, seppur traditrice, dama azzurra, si sarebbe sacrificato e l’avrebbe fatto. – Poi aspetti la risposta e vediamo che dice. Nel contenuto della lettera le dovrai proporre un nuovo appuntamento lì a Parigi. Ma all’appuntamento tu non ci sarai e così vediamo che reazione avrà: se ti chiamerà arrabbiata o delusa, allora lei non c’entra, se invece non ti chiamerà, allora anche lei fa parte della brigata e capiranno che li hai smascherati! Che te ne sembra?
  • Una emerita str…
  • Ehi! – lo interruppe Leo.
  • Insomma mi pare che non regga. Potrebbe sempre mangiare la foglia e riscrivermi facendo finta di essere addolorata per la buca che le ho rifilato.
  • Già, è vero. Non ci avevo pensato. Ma ho il piano B.
  • Spara!
  • Quando hai il prossimo appuntamento?
  • Giovedì alle 9:30.
  • E bravi! Subito dopo le festività natalizie…
  • E che c’è di strano?
  • In effetti nulla, ma commentavo.
  • Ah, be’, allora… – si fermò in attesa che Leo riprendesse la parola per spiegargli il piano B, ma quello ancora pensava. – Allora, questo piano B?
  • Un attimo, lo sto ancora mettendo a punto! Ecco, sì ci sono, ascolta: giovedì probabilmente troverai sotto casa il tizio che ti ha prelevato ieri all’aeroporto di Roma per riportarti a casa.
  • È possibile.
  • Sì, lo è… ma anche non lo fosse il piano potrà essere messo in atto comunque, ascoltami bene: io vi seguirò fin da sotto casa tua, indosserò un travestimento per non farmi notare e appena l’autista ti lascerà a destinazione, io ti raggiungerò e partiremo insieme, così in due ci muoveremo meglio. Che te ne pare?
  • Questo sarebbe il piano B?
  • Esatto, che te ne pare?
  • Non saprei, mi pare poco incisivo, come dire, non mi sembra una vera e propria soluzione. Che risolviamo se stavolta saremo in due a piazza della Concordia oppure in chissà quale altra piazza d’Europa?
  • Come sarebbe a dire? Quattro occhi sono sempre meglio di due no? E comunque, io viaggerò in incognito. Magari non sarò vicino a te, ti starò sempre a distanza di sicurezza e ti seguirò da lontano, interverrò solo se sarà necessario.
  • Ok, ma come facciamo se non riuscirai a prendere il taxi subito dopo di me e a seguirmi?
  • Ci terremo in contatto con il cellulare.
  • Sì, può starci. Ma come facciamo se non trovi il biglietto dell’aereo? Perché, stando a quello che è successo ieri, la destinazione apparirà solo all’ultimo momento e quindi il volo potrebbe essere pieno.
  • In quel caso, attueremo il piano B la volta successiva.

Giona non era proprio convintissimo del famigerato “piano B”, ma non gli veniva in mente niente di meglio. Decise quindi che avrebbero messo in atto l’ingegnosa soluzione di Leo. Dopo aver terminato la conversazione, e la colazione, si salutarono e si accinsero a prepararsi per le imminenti ferie. Leo sarebbe partito nel pomeriggio per raggiungere i parenti al paese, Giona invece i parenti li aveva a Roma, quindi avrebbe dedicato quella domenica allo shopping, per completare i regali che ancora mancavano.

Mentre tornava a casa si rese conto che c’era qualcosa che lo turbava. Era Elena, era davvero una traditrice? Le avrebbe dovuto scrivere o no? Ci avrebbe pensato l’indomani, oggi era tempo di regali.

Fine terzo episodio
Prossima puntata: Episodio 4 “Il tunnel
Puntate precedenti:

Illustrazioni di Maria Cipolla

2012 – Le liste bianche
di Iacopo Bellavia
Licenza Creative Commons
Quest’ opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia

Letto 182 volte, di cui 1 oggi

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>