I 3 motivi per cui ho deciso di scrivere il mio primo romanzo

22 gennaio 2013 | commenti: 0

2012 - Le liste bianche, il primo romanzo di Iacopo Bellavia | lofaccioincasa.it

A mio avviso, per scrivere un romanzo servono tre cose: un’idea, saper scrivere e della poetica.
Raramente ho letto romanzi che rivelassero un autore in possesso di tutti e tre questi “talenti” e ancor più raramente autori che fossero forniti di ottime idee, di una scrittura da premio letterario e di una poetica da far invida.
Ma a volte un romanzo riesce lo stesso a raccontare una storia, a incollare il lettore alle pagine e spingerlo a chiedersi il perché e ad instillare la necessità di sapere come andrà a finire.
Quindi, per scrivere un romanzo valido e comunicare qualcosa ai propri lettori, forse basta semplicemente avere una buona dose di quei tre talenti e non necessariamente tutti e tre in quantità massima.
Certo, se uno li avesse, il romanzo risulterebbe interessantissimo, godibile e lascerebbe un gradevole retrogusto, ma a volte al lettore conviene fare tesoro di ciò che arriva da uno scritto perché, quel poco, potrebbe rivelarsi davvero molto utile. Anche il romanzo oggettivamente meno valido, potrebbe invece lasciarti quel messaggio che stavi cercando e non hai mai trovato nei grandi romanzi della letteratura.

Partendo da questo pensiero, ho cercato di capire se avessi o meno questi talenti e, dopo aver verificato che qualcosa c’era davvero, ho iniziato a scrivere “2012 – Le liste bianche”, il mio primo romanzo.
Ho impiegato un anno perché, come molti, ho un altro lavoro da portare avanti e quindi ho cercato di ritagliarmi spazi per scrivere, rubandoli al poco tempo libero che rimane tra lavoro e famiglia.
Quello che mi ha stupito è che ho scoperto di avere la capacità di portare avanti una trama, e in special modo, una molto complessa come quella presente in questo romanzo.
È pur vero che si è scritto “da solo” e questo ha facilitato la cosa. Sì è così: raramente sapevo cosa sarebbe successo qualche riga più giù e inoltre i vari colpi di scena li ho costruiti intorno a parole quasi casuali legate ad eventi quotidiani.
È stato molto divertente anche per me.

Veniamo allora ai 3 motivi per cui ho deciso di scrivere il mio primo romanzo.

Altruismo
Il primo motivo è proprio questo: l’altruismo. In effetti è il motivo principale per il quale è nato Lofaccioincasa e cioè per trasmettere informazioni, per confrontarsi e per fornire utili suggerimenti al fine di migliorare la vita e resistere alla crisi, sia in senso economico, sia in senso morale. E proprio quest’ultima accezione è quella che mi ha spinto a prendere questa decisione. Ho pensato che un romanzo come quello che ho scritto, possa far riflettere, possa porre interrogativi e magari scatenare qualche sano scambio di idee.

Presunzione
Ma sì dai, c’è anche un po’ di presunzione. O meglio, la presunzione c’è stata inizialmente quando ho costretto, seppur bonariamente, alcuni miei amici a leggere il mio romanzo. Questi amici lo hanno trovato interessante e lo hanno letto tutto: buon segno! Perché, per quanto amici, se fosse stato noioso, di certo avrebbero trovato una scusa per non continuare la lettura.
Quindi è proprio a loro che dedico questo libro e vorrei farlo pubblicamente:

Grazie ad Agostino. Uno che di storie se ne intende davvero. Lettore accanito, regista e ipercritico, sempre costruttivo, su qualsiasi testo, sia esso un saggio, un documentario o una storia. Il fatto che egli abbia trovato interessante la mia trama, è stata per me una vera sorpresa. Inoltre è grazie a lui che il romanzo ha subito una serie di perfezionamenti prima che iniziassi a pubblicarlo.

Grazie a Serena. Una lettrice come poche. Divora libri in metropolitana e grazie a lei ho capito molte cose. Benché sia molto poco loquace, tuttavia le sue frasi in merito a questo romanzo, sono state davvero rivelatrici. In realtà mi è bastata la frase: “Non vedevo l’ora di sapere come andava a finire”. Grazie davvero Sere!

Grazie a Don Massimo. Il suo forse era il giudizio più temuto. Un giudizio tecnico ma anche profondo. Ne avevo necessità per capire al meglio se avessi affrontato in maniera corretta le varie tematiche presenti nel libro. Il testo infatti affronta aspetti molto profondi e complessi della psiche umana. Mi ha inoltre svelato alcuni particolari che io stesso non avevo afferrato perché erano arrivati “da soli” e io li avevo semplicemente accolti e trascritti.

Grazie a Micaela. Dopo averle proposto la lettura di questo libro ho pensato: ma chi me lo ha fatto fare, sai quante me ne dirà! E invece, a parte alcuni errori di forma, il libro ha superato anche il suo giudizio. Certo, ne è uscito con qualche ammaccatura che ho prontamente smussato, ma da una come lei, mi sarei aspettato ben di peggio.

Grazie a Maria. Un’altra lettrice accanita. Una che le cose le dice in faccia. E infatti, avendo trovato il finale diverso da come se lo aspettava, ne ha voluto parlare per capire il perché. Ecco quello che chiamo un sano confronto! Se volete avere da lei un parere sul libro in questione, vi basterà guardare le illustrazioni con le quali sta impreziosendo il mio lavoro.

Investimento
Mentre si scrive un romanzo, spesso si pensa: vedrà mai la luce? Questo è davvero un quesito ricorrente tra gli scrittori esordienti. E allora si fa di tutto per proporlo agli editori. Si stampa, si invia, si zippa, si spera e poi si resta delusi. Ma è normale, vi assicuro. Mettetevi dalla parte del piccolo editore: stampare a proprie spese il primo libro di un perfetto sconosciuto, è una spesa non indifferente, un investimento al buio. Allora ho deciso di investire io stesso in me stesso.
Infatti, pubblicando il libro sul mio sito, almeno avrà visto la luce e poi, se lo riterrete interessante e lo leggerete, magari qualche editore potrebbe interessarsene o potrebbe interessarsi al prossimo che sto attualmente scrivendo.

Grazie a tutti coloro che leggeranno
Iacopo 

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